"Gesù allora si voltò e vedendo che lo seguivano disse: "Che cercate?" Gli risposero: "Maestro, dove abiti?" Disse loro: "Venite e vedrete". Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui" (Gv 1, 38-39).
Il Carmelo e le vocazioni è il sito ufficiale del Centro Nazionale Carmelitano Vocazioni. Organizza attività e pellegrinaggi per chi chiede all'Ordine dei Carmelitani Scalzi il discernimento della propria vocazione.
Se sei un uomo di età superiore ai 18 anni, senti il desiderio e l'attitudine, con l'aiuto di Dio, e hai un'autentica vocazione alla vita religiosa nel Carmelo, potrai essere Carmelitano. Provarlo dipenderà comunque da te.
Tu stesso hai la risposta. Contattando il Centro Carmelitano Nazionale Vocazioni di Montechiaro di Vico Equense (NA) attraverso un'esperienza di discernimento, ti aiutiamo a vedere con chiarezza i segni di una possibile chiamata per mezzo degli strumenti adeguati e a prendere una decisione ben strutturata.
Il processo è personalizzato e può durare da alcuni mesi ad alcuni anni, secondo le tue caratteristiche particolari ed il grado della tua maturità vocazionale. Puoi entrare nel, o uscire dal, processo quando tu e/o il direttore del programma lo considerino conveniente.
Puoi continuare il corso normale della tua vita fino a decidere, con la luce del Signore, se continuerai così o cambierai la rotta della tua esistenza. I tuoi studi o la tua carriera accademica e professionale attuali potranno essere continuati o anche perfezionati dopo, nel contesto della missione del Carmelo.
Avrai avuto un'esperienza profonda di vita cristiana, una maggiore conoscenza del Carmelo, delle sue opere e di te stesso. Inoltre, avrai deciso con maggiore chiarezza la tua propria strada.
Ti accorderai col direttore del Programma Vocazionale, secondo le tue possibilità. La cosa importante è definire la tua strada, il resto sarà secondario.
Puoi consultare i Carmelitani che conosci oppure rivolgerti alla nostra Casa di Accoglienza che ti offrirà fraternità e competenza.
I Carmelitani vivono pienamente la loro vocazione di religiosi nel pieno sviluppo dei loro talenti umani.
Se hai voglia di prenderti un fine settimana o alcuni giorni tutti per te, per condividere il cammino di fede assieme ad altri giovani, con la presenza di un padre carmelitano per sostare con calma, hai la possibilità di farlo.
E-mail:
sangalli.antonio@tiscali.it
Telefono 0532 65125- Fax 0532 65125 - Cell. 3384607070
Santa Teresa di Gesù Bambino scriveva all’inizio del Manoscritto A:
"Prima di prendere la penna (ed iniziare a scrivere la sua Autobiografia), mi sono inginocchiata davanti alla statua di Maria..., l'ho supplicata che mi guidi la mano: nemmeno un rigo voglio scrivere che non piaccia a lei! Poi ho aperto il Vangelo, e lo sguardo è caduto su alcune parole: "Gesù salì sopra una montagna, e chiamò a sé quelli che volle: e andarono a lui" (Mc 3, 13).
Questo, proprio questo il mistero della mia vocazione, della mia vita tutta, e in particolare il mistero dei privilegi di Gesù sull'anima mia. Gesù non chiama quelli che sono degni, bensì chi vuole lui, o, come dice san Paolo: "Dio ha pietà di chi vuole lui, ed usa misericordia a chi vuole lui. Non è dunque opera di chi voglia né di chi corra, bensì di Dio che usa misericordia" (Rm 9,15-16). Per tanto tempo mi sono chiesta perché Dio abbia delle preferenze, perché tutte le anime non ricevano grazie in grado uguale, mi meravigliavo perché prodiga favori straordinari a Santi che l'hanno offeso, come san Paolo, sant'Agostino, e perché, direi quasi, li costringe a ricevere il suo dono; poi, quando leggevo la vita dei Santi che Nostro Signore ha carezzati dalla culla alla tomba, senza lasciare sul loro cammino un solo ostacolo che impedisse di elevarsi a lui, e prevenendo le loro anime con tali favori da rendere quasi impossibile che esse macchiassero lo splendore immacolato della loro veste battesimale, mi domandavo: perché i poveri selvaggi, per esempio, muoiono tanti e tanti ancor prima di avere inteso pronunciare il nome di Dio?
Ma Gesù mi ha istruita riguardo a questo mistero. Mi ha messo dinanzi agli occhi il libro della natura, ed ho capito che tutti i fiori della creazione sono belli, le rose magnifiche e i gigli bianchissimi non rubano il profumo alla viola, o la semplicità incantevole alla pratolina... Se tutti i fiori piccini volessero essere rose, la natura perderebbe la sua veste di primavera, i campi non sarebbero più smaltati di infiorescenze. Così è nel mondo delle anime, che è il giardino di Gesù. Dio ha voluto creare i grandi Santi, che possono essere paragonati ai gigli ed alle rose; ma ne ha creati anche di più piccoli, e questi si debbono contentare d'essere margherite o violette, destinate a rallegrar lo sguardo del Signore quand'egli si degna d'abbassarlo. La perfezione consiste nel fare la sua volontà, nell'essere come vuole lui".