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Lettera 94 alla sorella Celina


Come sarà bello contemplare Gesù faccia a faccia per tutta l’eternità!

Carmelo, 14 luglio 1889

Celina carissima,
L’anima mia non ti abbandona. Con te soffre l’esilio!… Sì, costa il vivere, restare su questa terra d’amarezza e d’angoscia… Ma domani… fra un’ora saremo in porto, che felicità! Come sarà bello contemplare Gesù faccia a faccia per tutta l’eternità! Sempre, sempre più amore, sempre gioie più inebrianti… una felicità senza nubi!…
Come ha fatto dunque Gesù per distaccare così le anime nostre da tutto il creato? Ha vibrato un gran colpo, ma è un colpo d’amore!… Dio è ammirabile ma soprattutto è amabile, amiamolo dunque… amiamolo tanto da soffrire per lui tutto ciò che vorrà, anche le pene dell’anima, le aridità, le angosce, le apparenti freddezze!… È un grande amore amare Gesù senza sentire la dolcezza di questo amore, è un martirio!… Ebbene, moriamo martiri! Celina, dolce eco dell’anima mia, comprendi?… il martirio ignorato, conosciuto solo da Dio, che lo sguardo della creatura non può scoprire, martirio senza onore, senza trionfo: ecco l’amore spinto fino all’eroismo. Ma un giorno Dio riconoscente esclamerà: “Adesso è la mia volta”. Cosa vedremo allora? Che è dunque questa vita che non avrà fine?…Dio sarà l’anima della nostra anima. Mistero insondabile! L’occhio dell’uomo non ha veduto la luce increata, il suo orecchio non ha udito le incomparabili melodie e il suo cuore non può presentire ciò che Dio riserva a coloro che ama. E tutto questo arriverà presto, sì, molto presto: affrettiamoci a preparare la nostra corona, stendiamo la mano per cogliere la palma e, se amiamo molto, se amiamo Gesù con passione, Egli non sarà così crudele da lasciarci a lungo su questa terra d’esilio… Celina, durante i brevi istanti che ci rimangono, non perdiamo tempo… salviamo le anime… le anime…, esse si perdono come fiocchi di neve e Gesù piange, e noi… pensiamo al nostro dolore senza consolare il nostro Fidanzato! Celina, viviamo per le anime, siamo apostoli, salviamo soprattutto le anime dei sacerdoti, queste anime dovrebbero essere più trasparenti del cristallo. Purtroppo quanti cattivi sacerdoti, sacerdoti che non sono abbastanza santi! Preghiamo, soffriamo per loro e nell’ultimo giorno Gesù sarà riconoscente. Noi gli daremo delle anime!…
Comprendi il grido del mio cuore?
Insieme. Sempre insieme!…


Celina e Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo
nov. carm. ind.


Lettera 96 alla sorella Celina


Sento che Gesù vuole che ti dica queste cose, perché la nostra missione è quella di dimenticarci

15 ottobre 1889

Mia cara Celina,
Se tu sapessi come hai colpito il cuore della tua Teresa! I tuoi vasetti sono incantevoli. Tu non sai il piacere che mi hanno fatto! Celina, la tua lettera mi ha fatto molto piacere: ho sentito quanto le nostre anime siano fatte per comprendersi, per camminare per la stessa strada! La vita!… È vero che per noi non ha più fascino… non mi sbaglio: è vero che le attrattive del mondo per noi sono svanite, ma non è che fumo… e a noi resta la realtà! Sì, la vita è un tesoro, ogni istante è un’eternità, un’eternità di gioia per il Cielo, un’eternità per contemplare Dio faccia a faccia, per essere una cosa sola con lui!… Non c’è che Gesù che è, tutto il resto non è. Amiamolo dunque alla follia, salviamogli anime. Celina, sento che Gesù domanda a noi due di estinguere la sua sete donandogli anime, soprattutto anime di sacerdoti. Sento che Gesù vuole che ti dica queste cose, perché la nostra missione è quella di dimenticarci, di annientarci… Siamo così poca cosa… e tuttavia Gesù vuole che la salvezza delle anime dipenda dai nostri sacrifici, dal nostro amore. Viene da noi a mendicare anime. Cerchiamo di capire il suo sguardo! Tanto pochi lo capiscono! Gesù ci fa la grazia straordinaria di ammaestrarci lui stesso, di mostrarci una luce nascosta. La vita è breve, l’eternità è senza fine… Facciamo della nostra vita un continuo sacrificio, un martirio d’amore, per consolare Gesù. Egli non vuole che uno sguardo, un sospiro, ma uno sguardo e un sospiro che siano per lui solo!… Che tutti gli istanti della nostra vita siano per lui solo. Che le persone ci sfiorino appena. Non c’è che una cosa da fare nella notte di questa vita, l’unica notte che non ritorna più: amare Gesù con tutta la forza del nostro cuore e salvargli le anime perché sia amato… Fare amare Gesù! Celina, come parlo bene con te; è come se parlassi alla mia anima! Celina, mi sembra che a te posso dire tutto!…
(Grazie ancora dei tuoi graziosi vasetti: il piccolo Gesù ha l’aria radiosa per essere così ben ornato).


Suor Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo
nov. carm. ind.


Lettera 101 alla sorella Celina


Facciamo come gli avari, siamo gelose delle più piccole cose per il Diletto

31 dicembre 1889

Mia cara Celina,
A te il mio ultimo saluto di quest’anno!… Fra qualche ora sarà passato per sempre… Sarà nell’eternità! Poiché la mia Celina è già a letto, spetta a me andarla a trovare per augurarle un buon anno!… Ti ricordi di un tempo? L’anno che è finito è stato buono, sì, è stato prezioso per il Cielo, possa quello che viene assomigliargli!… Celina io non mi meraviglio di vederti a letto dopo un simile anno! Alla fine d’una giornata come questa, vi è proprio bisogno di riposo!… Mi comprendi?… Forse l’anno che sta per cominciare sarà l’ultimo!… Approfittiamo dei più brevi istanti, facciamo come gli avari, siamo gelose delle più piccole cose per il Diletto!… Il nostro capodanno è assai triste… Col cuore pieno di ricordi veglierò in attesa di mezzanotte… Ricordo tutto… adesso siamo orfane, ma possiamo dire con amore: “Padre nostro che sei nei Cieli”. Sì, egli ci resta ancora, l’unico tutto delle nostre anime!… Un altro anno è passato! Celina, è passato e non tornerà più. Come è passato quest’anno, così anche la nostra vita passerà e presto diremo: “È passata”. Non perdiamo il nostro tempo; presto splenderà per noi l’eternità! Celina se vuoi, convertiamo le anime. Bisogna che quest’anno generiamo molti sacerdoti che sappiano amare Gesù, che lo tocchino con la stessa delicatezza con cui Maria lo toccava nella culla!

La tua piccola sorella Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo
nov. carm. ind.

Auguro un buon anno anche a Lolò, credo però che potrò vederla. Ringrazia tanto lo Zio e la Zia, di’ loro che tutti i regali mi hanno commossa, ringrazia pure Giovanna e Maria, veramente sono troppo buone. Suor Maria del Sacro Cuore non può scriverti perché la lettera peserebbe troppo.


Lettera 108 alla sorella Celina


Quanto ti devo dire lo sai, poiché tu sei me

Dal Carmelo, 18 luglio 1890

Cara Celina.
Se sapessi quanto ha detto alla mia anima la tua lettera!… La gioia inondava il mio cuore come un oceano sconfinato!… Quanto ti devo dire lo sai, poiché tu sei me!… Ti allego un foglio che dice molto della mia anima, mi sembra che pure la tua vi si immergerà… Celina è passato tantissimo tempo… e già l’anima del profeta Isaia si immergeva come la nostra nelle bellezze nascoste di Gesù… Quando leggo queste cose mi domando: che cos’è il tempo?… Il tempo non è che un miraggio, un sogno… Dio ci vede già nella gloria, gioisce della nostra beatitudine eterna!… Come fa bene alla mia anima questo pensiero, comprendo allora perché non mercanteggia con noi… sente che noi lo comprendiamo e ci tratta da amiche, da spose carissime… Poiché Gesù è stato “solo a pigiare il vino” che ci offre da bere, a nostra volta non rifiutiamo di portare vesti tinte di sangue!… Pigiamo per Gesù un vino nuovo che lo disseti, che gli renda amore per amore, non conserviamo una sola goccia di vino che noi possiamo donargli;… allora, guardando attorno a Sé, vedrà che veniamo per aiutarlo!… Il suo volto era come nascosto!… Celina, lo è ancora oggi, perché chi comprende le lacrime di Gesù?… Facciamo nel nostro cuore un piccolo tabernacolo dove Gesù possa rifugiarsi, allora sarà consolato e dimenticherà quanto noi non possiamo dimenticare: “L’ingratitudine delle anime che l’abbandonano in un tabernacolo deserto!…”.
“Aprimi, sorella mia, mia sposa, perché il mio volto è bagnato di rugiada, e i miei capelli di gocce notturne” (Cantico dei Cantici): ecco che cosa Gesù dice all’anima quando è abbandonato e dimenticato!… L’oblio, mi sembra che sia ciò che lo fa più soffrire!…
Papà!… Celina, non posso dire tutto quanto penso, sarebbe troppo lungo, e poi come dire cose che il pensiero stesso può a stento tradurre, delle profondità che sono negli abissi più intimi dell’anima!… Gesù ci ha inviato la croce più raffinata che potesse inventare nel suo amore immenso. Come lamentarci quando Egli stesso è stato considerato un uomo colpito da Dio e umiliato!… Il divino fascino incanta la mia anima e la consola meravigliosamente, in ogni istante del giorno! Le lacrime di Gesù, quale sorriso! Abbraccia tutti per me e dì loro tutto quello che vorrai! Penso molto a Leonia, la mia Visitandina. Dì a Maria del Santo Sacramento15 che Gesù chiede a lei molto amore, vuole da lei la riparazione delle freddezze che riceve, bisogna che il suo cuore sia un braciere dove Gesù possa riscaldarsi!… Bisogna che si dimentichi interamente per non pensare che a Lui solo!
Celina, preghiamo per i sacerdoti, preghiamo per loro! Che la nostra vita sia loro consacrata; Gesù mi fa sentire tutti i giorni che lo vuole da noi due
C. T. 16


Lettera 122 alla sorella Celina


La verginità è un silenzio profondo di tutte le preoccupazioni della terra

14 ottobre 1890

Mia cara Celina,
Non voglio lasciare partire la lettera di Maria senza aggiungervi qualche riga per te. Nostra Madre mi permette di venire a fare la mia orazione con te… Non è quello che facciamo sempre insieme? È sempre la stessa cosa che devo dirti. Preghiamo per i sacerdoti, ogni giorno ci si accorge come gli amici di Gesù siano rari… Mi sembra che sia proprio l’ingratitudine ciò a cui Egli è più sensibile, soprattutto vedendo le anime che gli sono consacrate dare ad altri il loro cuore che gli appartiene in modo così assoluto… Celina, facciamo del nostro cuore un piccolo giardino di delizie dove Gesù venga a riposarsi… Piantiamo solo dei Gigli nel nostro giardino e non sopportiamo altri fiori, perché questi possono essere coltivati da altre persone, ma Gigli, soltanto le vergini possono darne a Gesù. “La verginità è un silenzio profondo di tutte le preoccupazioni della terra”, non solamente delle preoccupazioni inutili, ma di tutte le preoccupazioni… Per essere vergini bisogna pensare solo allo Sposo, che non tollera intorno a Sé nulla che non sia vergine, “poiché ha voluto nascere da una Madre vergine, avere un precursore vergine, un tutore vergine, un discepolo prediletto vergine, e, infine, una tomba vergine”. Vuole anche una piccola sposa vergine, la sua Celina!… Inoltre si dice che “ciascuno ama naturalmente la sua terra natale e, poiché la terra natale di Gesù è la Vergine delle vergini e Gesù è nato, per sua volontà da un Giglio, ama trovarsi nei cuori delle vergini”. E il tuo viaggio?1. Sembra che me ne dimentichi… No, il mio cuore ti segue laggiù, comprendo tutto quello che provi… comprendo tutto!… Tutto passa, il viaggio di Roma, con le sue lacerazioni è passato,… la nostra vita d’un tempo è passata… La morte anch’essa passerà, e allora noi gioiremo della vita non per alcuni secoli, ma milioni di anni passeranno per noi come un giorno e altri milioni di anni succederanno loro, colmi di riposo e di felicità!… Celina… Prega molto il Sacro Cuore. Tu lo sai, io non vedo il Sacro Cuore come tutti gli altri. Penso che il cuore del mio Sposo è per me sola, come il mio è per lui solo e gli parlo allora nella solitudine di questo delizioso cuore a cuore, attendendo di contemplarlo un giorno faccia a faccia! Non ti dimenticare laggiù della tua Teresa, mormora solamente il suo nome e Gesù comprenderà. Tante grazie sono legate laggiù, soprattutto per un cuore che soffre… Vorrei tanto scrivere a Leonia, ma è impossibile, non ho neppure il tempo di rileggermi: dille quanto penso a lei, ecc…, ecc… Sono sicura che il Sacro Cuore le accorderà molte grazie ecc…, ecc… Dille tutto, tu capisci!…


Lettera 135 alla sorella Celina


La nostra missione come Carmelitane è di formare operai evangelici che salveranno migliaia di anime

15 agosto 1892

Mia cara Celina,
Non posso lasciare partire la lettera senza aggiungervi una parola. Per questo sono costretta a rubare a Gesù qualche istante, ma non me ne vorrà perché è di Lui che noi parliamo; senza di Lui. nessun discorso ha fascino per i nostri cuori… Celina, le vaste solitudini, gli orizzonti incantati, che si aprono davanti a te, devono parlarti molto all’anima! Io non vedo tutto questo, ma dico con San Giovanni della Croce: “Io ho nel mio Amato le montagne, le valli solitarie e boscose, ecc…“. E questo Amato istruisce la mia anima, le parla nel silenzio, nelle tenebre… Ultimamente mi è venuto un pensiero che ho bisogno di dire alla mia Celina. Un giorno pensavo a che cosa potevo fare per salvare le anime, una parola del Vangelo mi ha mostrato una viva luce. Un tempo Gesù diceva ai suoi discepoli, mostrando loro i campi di grano maturo: “Alzate gli occhi e vedete come le campagne sono già biondeggianti per essere mietute”. E più avanti “In verità la messe è abbondante, ma il numero degli operai (sacerdoti) è piccolo: chiedete dunque al padrone della messe che invii operai”. Che mistero!… Gesù non è Onnipotente? Le creature non appartengono a Colui che le ha fatte? Perché dunque ha detto: “Domandate al padrone della messe che mandi degli operai?”. Perché Gesù ha per noi un amore così incomprensibile da volere che si abbia parte con Lui alla salvezza delle anime. Non vuole fare nulla senza di noi. Il Creatore dell’universo attende la preghiera di una povera piccola anima, per salvare le altre anime riscattate come lei dal prezzo di tutto il suo sangue. La nostra vocazione non è di andare a mietere nei campi di grano maturo. Gesù non ci dice “Abbassate gli occhi, guardate le campagne e andate a mietere”. La nostra missione è ancora più sublime. Ecco le parole del nostro Gesù: “Alzate gli occhi e vedete”. Vedete come in Cielo ci sono posti vuoti, tocca a voi riempirli; voi siete i miei Mosè che pregano sul monte, chiedetemi operai e ne invierò, non attendo che una preghiera, un sospiro del vostro cuore!…
L’apostolato della preghiera non è per così dire più elevato di quello della parola? La nostra missione come Carmelitane è di formare operai evangelici che salveranno migliaia di anime, di cui noi saremo le madri!… Se queste non fossero le parole stesse di Gesù chi oserebbe credervi?… Trovo che la nostra parte sia molto bella, che cosa abbiamo noi da invidiare ai sacerdoti?… Vorrei poterti dire tutto quanto penso, ma mi manca il tempo, comprendi tu tutto quello che non posso scriverti! Il giorno della festa di Giovanna, festeggiala da parte nostra con un piccolo mazzo di fiori; la Regola non ci permette di farlo, ma dille che noi penseremo ancor di più a lei. Abbraccia tutti da parte mia e dì loro tutto quello che potrai trovare di più gentile. Se tu trovassi dell’erica, mi piacerebbe!

La tua piccola Teresa di Gesù Bambino
rel. carm. ind.


Lettera 169 alla sorella Celina


Quale gioia soffrire per Colui che ci ama alla follia e passare per folli

19 agosto 1894

Mia cara piccola sorella,
È dunque per l’ultima volta che sono obbligata a scriverti nel mondo!… Non sapevo di dire una cosa così vera nella lettera che ti inviai a La Musse affermando che saresti stata ben presto al Carmelo. Non sono stupita della tempesta che si abbatte a Caen, F. e G.6 hanno scelto una strada così differente dalla nostra vocazione!… Ma riderà bene chi riderà per ultimo… Dopo questa vita di un giorno, comprenderanno chi tra noi è stato più privilegiato!…
Quanto ci ha commosso la tua pesca miracolosa… Come queste piccole delicatezze ci fanno sentire che il papà è vicino a noi! Dopo una morte di cinque anni, quale gioia ritrovarlo sempre lo stesso, che cerca come un tempo il modo per farci piacere. Come ripagherà la sua Celina per le cure che gli ha prodigato!… È lui che ha condotto in porto in così poco tempo la tua vocazione; ora che è un puro spirito gli è facile andare a trovare i sacerdoti e i vescovi, così non ha fatto tanta fatica per la sua Celina quanta ne ha fatta per la sua regina!… Sono molto felice, che non provi attrazione sensibile venendo al Carmelo, è una delicatezza di Gesù che vuole ricevere da te un regalo. Egli sa che è molto più dolce dare che ricevere. Non abbiamo che il breve istante della vita per dare a Dio… ed Egli si affretta già a dire: “Ora è il mio turno…”. Quale gioia soffrire per Colui che ci ama alla follia e passare per folli agli occhi del mondo! Gli altri si giudicano da se stessi, e poiché il mondo è insensato, pensa naturalmente che le insensate siamo noi!… Ma dopo tutto, non siamo le prime, il solo crimine che fu rimproverato a Gesù da Erode fu quello di essere folle e io la penso come lui!… Sì, era follia cercare dei poveri piccoli cuori mortali per farne il suo trono, Lui, il Re della gloria, che siede sui Cherubini… e la cui presenza non può riempire i Cieli… Era folle l’Amato nel venire sulla terra a cercare i peccatori per farne suoi amici, suoi intimi, suoi simili, Lui che era perfettamente felice con le due adorabili Persone della Trinità!… Noi non potremmo mai fare per Lui le follie che ha fatto per noi, e le nostre azioni non meriteranno questo nome, perché non sono che atti molto razionali e ben al di sotto di quanto il nostro amore vorrebbe compiere. È dunque il mondo che è insensato, poiché ignora quanto Gesù ha fatto per salvarlo, ed è lui l’accalappiatore che seduce le anime e le porta a fonti senza acqua. Non siamo neppure delle fannullone, delle sprecone. Gesù ci ha difeso nella persona di Maddalena. Era a tavola, Marta serviva, Lazzaro mangiava con Lui e i discepoli. Maria non pensava a prendere cibo ma a far piacere a Colui che amava. Così prese un vaso colmo di un profumo di grande valore e lo versò sul capo di Gesù spezzando il vaso; allora tutta la casa si riempì del profumo ma gli apostoli mormorarono contro Maddalena. Accade le stesso per noi: i cristiani più ferventi, i sacerdoti, trovano che siamo esagerate, che dovremmo servire con Marta invece di consacrare a Gesù i vasi delle nostre vite con il profumo che vi è racchiuso… E tuttavia, che importa se i nostri vasi sono spezzati, dal momento che Gesù è consolato e che il mondo, suo malgrado, è costretto a sentire i profumi che ne esalano e che servono a purificare l’aria avvelenata che non cessa di respirare?

L’infermiera sarebbe contenta che tu trovassi a Caen un mezzo flacone di acqua antiemorragica di Tisserand (2 franchi e mezzo). Se ci sono solo dei flaconi interi non prenderli: ce ne sono qui a Lisieux.
Suor Maria del S. C. vorrebbe 7 o 8 schiaccianoci.


INVIA LA SUPPLICA AL SANTO PADRE


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