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2 Giugno 2022 giorno intero
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2 GIUGNO

Ss. Marcellino e Pietro, martiri

2 giugno 1576

Nel Monastero del Glorioso San Giuseppe del Carmine di Siviglia in Spagna, su comando di Jerónimo Gracián, Giovanni della Miseria (Giovanni Narducci) dipinge dal vivo Teresa di Gesù. La Madre Teresa aveva 61 anni e si trovava a Siviglia per la fondazione del Monastero. Le monache supplicarono Jerónimo Gracián, visitatore apostolico, di approfittare della presenza di Giovanni della Miseria che eseguiva lavori di pittura in Monastero e ordinasse a Teresa di lasciarsi ritrarre. Fu una tortura per la modestia e il suo bisogno di muoversi. I contemporanei hanno rilevato che rende ben poco il fascino, anzi una certa bellezza che Teresa di Gesù ancora conservava a quell’età. La stessa, dopo averlo osservato alla fine del lavoro, uscì in una frase in cui un tocco di civetteria femminile viene espresso con l’umorismo a lei consueto: «Dio ti perdoni fra Giovanni, perché mi hai fatto soffrire quello che Dio solo sa e alla fine mi hai dipinto brutta e cisposa». Ad ogni modo il dipinto è buono ed è il migliore, il più vero e il più valido che noi possediamo. Da questo primo originale dipinto dal vivo furono poi fatte delle repliche dallo stesso Giovanni della Miseria e delle copie fatte da altri. Maria di San Giuseppe (Salazar), priora di Siviglia, e testimone del lavoro di Giovanni della Miseria trovava il lavoro fedele e corrispondente alle fattezze di Teresa più di quanto lo vedesse la Madre stessa.

2 giugno 1577

Nel Monastero di San Giuseppe di Toledo in Spagna, su comando di Jerónimo Gracián, suo confessore, amico e confidente, Teresa di Gesù, inizia a scrivere il suo capolavoro spirituale Castello interiore, che terminerà il 29 novembre del medesimo anno a San José di Avila.

2 giugno 1591

Nel Convento di Sant’Ermenegildo a Madrid in Spagna si svolge il Capitolo generale, festa di Pentecoste. Giovanni della Croce vi partecipa con il socio Giovanni di Sant’Anna. Nessuno dei 65 gremiali darà un qualche voto a Giovanni della Croce. Per la prima volta dall’inizio delle Riforma (1568) è esonerato da ogni incarico. Giovanni della Croce collaborò fedelmente con Nicolò di Gesù Maria (Doria) come consigliere provinciale fin dal 1585 e vicario generale dal capitolo del 1588 fino a quello del 1591. In questo capitolo prese la parola in difesa di Jerónimo Gracián e si era opposto apertamente ad abbandonare il governo delle Monache, come proponeva Nicolò di Gesù Maria (Doria), e chiede che non si moltiplichino le leggi. Inoltre già nel Definitorio che ha luogo immediatamente dopo il Capitolo lo si destina in Messico come vicario provinciale; intanto provvisoriamente, mentre si prepara il viaggio, chiede di ritirarsi nella solitudine de La Peñuela. Dopo essersi congedato dalle sue comunità di Segovia, a Madrid da Donna Anna de Mercado y Peñalosa e dalla famiglia di Jerónimo Gracián, accompagna Elia di San Martino a Toledo e continua per La Peñuela, oggi La Carolina, giungendo il 10 agosto 1591. Li si pone a disposizione del provinciale, Antonio di Gesù (Heredia) suo antico compagno a Duruelo, che per il momento lo lascia nella solitudine che cercava.

2 giugno 1627

A Vannes nella Bretagna regione della Francia, fondazione del Convento dei nostri padri sotto il titolo di San Vincenzo Ferreri.

2 giugno 1649

A Varsavia capitale della Polonia fondazione del Monastero delle nostre monache sotto il titolo dello Spirito Santo e di Santa Teresa di Gesù. Il Re Giovanni Casimiro e suo fratello il principe Carlo assistettero alla inaugurazione. La fondazione fu realizzata dal Monastero di Lvov (Ucraina) che sotto la minaccia dell’avanzata dei Turchi (1648) le otto monache emigrarono a Cracovia ospiti per sei mesi nel Carmelo di San Martino. Si trasferirono a Varsavia, che da venti anni chiedeva un Carmelo. Il fondatore materiale del Monastero fu Don Giorgio Ossolniski, Gran Cancelliere del Regno, che ottenne le autorizzazioni necessarie alla fondazione. Priora fu scelta Teresa di Gesù (Marchocka), seguita da tutta la sua comunità e in più Caterina di San Michele, giovane professa del Carmelo di San Martino.

2 giugno 1864

Il Tribunale militare di Vilna in Lituania, condanna San Raffaele di San Giuseppe (Josef Kalinowski) alla pena capitale per insurrezione. La sentenza, di morte è poi commutata con dieci anni di lavori forzati a Usole, Siberia, in Russia.

2 giugno 1945

Nella mattinata, all’ospedale di Santa Elisabetta di Linz in Austria, il cappellano porta al Servo di Dio Giacomo di Gesù (Luigi Bunel), il Viatico. Sono le 11,30 di sera quando, in conseguenza delle sevizie, degli stenti e delle torture subite, durante la deportazione in Germania per aver sottratto alla deportazione tre ragazzi ebrei. La notte stessa lo si rivestì del suo abito da frate Carmelitano, e nel pomeriggio del giorno seguente lo si trasportò al Convento dei Carmelitani di Linz. Presunto martire della persecuzione nazista.

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