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18 Maggio 2022 giorno intero
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18 MAGGIO

San Giovanni I, Papa e martire.

18 maggio 1539

Nasce a Genova, in via del Gelsomino (ora Vico al Monte di Pietà), Nicolò Doria (Nicolò di Gesù Maria), da Domenico e Maria Doria, della nobile famiglia Doria di Genova. Primogenito di undici fratelli. Fu battezzato nella Parrocchia di San Matteo. Della sua giovinezza non si sa nulla. Giunge in Spagna nel 1570 e si da al commercio. Esperto in materia di contratti e di cambi, si portò a Siviglia, città allora di grande traffico e centro commerciale delle Indie. Filippo II, avendo conosciuto il suo talento, lo chiamò a Madrid per affidargli certe difficoltà finanziarie che il Doria regolò con sua piena soddisfazione. A Siviglia fece conoscenza con i Carmelitani Scalzi di Los Remedios e venne attratto dal loro genere di vita.

18 maggio 1568

Teresa di Gesù scrive a Donna Luisa de la Cerda che si trova in Andalusia, supplicandola di consegnare l’autografo della sua Vida all’insigne Maestro Giovanni di Avila. Teresa le aveva lasciato il prezioso tesoro durante il suo passaggio a Toledo per la fondazione di Malagón con l’incarico appunto di farlo giungere a Giovanni d’Avila.

18 maggio 1586

A Cordova in Spagna, Giovanni della Croce mentre è Vicario Provinciale dell’Andalusia fonda il Convento di dei nostri padri sotto, sotto il titolo di San Rocco e lascia come primo priore Agostino dei Re. Il Convento fu sede di noviziato. Narra Giovanni della Croce: «Era la domenica dopo l’Ascensione, e venne il vescovo e predicò lodandoci molto. La casa si trova nel posto migliore della città, nel territorio della chiesa Maggiore».

18 maggio 1608

A Tours in Francia fondazione del Monastero delle nostre monache sotto il titolo della Madre di Dio. Madame Acarie (Beata Maria dell’Incarnazione) suggerì al cugino Antonio du Bois de Fontaines-Maranas (padre delle carmelitane di Parigi Maddalena di San Giuseppe e di sua sorella Amata di Gesù) la fondazione di un Carmelo a Tours. Il signor Fontaines accettò a condizione che a fondare fosse la Beata Anna di San Bartolomeo. Terminò la sua vita come sacerdote tra i Padri dell’Oratorio. Le fondatrici scelte furono: Anna di San Bartolomeo (García) come priora; le professe di Pontoise Chiara del SS. Sacramento (Raconis) e Maria Margherita della Concezione; le professe dell’Incarnazione di Parigi Margherita della Trinità (Barre), Anna di San Bartolomeo, Teresa di Gesù e la conversa Florentina della Madre di Dio. Era la quinta fondazione di Francia. Al termine del suo priorato, ottobre 1611, la Beata Anna di San Bartolomeo lascerà la Francia per i Paesi Bassi. Il Carmelo di Tours realizzò le fondazioni di Riom e di Nantes (1618), collaborò nella fondazione di Morlaix (1624) e fondò Sens (1625), Angers (1626) e Guingamp (1628). Durante la Rivoluzione Francese quattro monache furono condannate ad essere fucilate in Parigi, ma la vigilia di essere tradotte a Parigi cadde Robespierre (27 luglio 1794) e scamparono al martirio! Va ricordata, inoltre, Maria di San Pietro (Eluère 1816-1848) che visse in questo Monastero ed è all’origine del culto al Volto Santo «oggetto sensibile della Riparazione come il Sacro Cuore e oggetto sensibile del suo amore per noi stessi». Scrisse la sua Autobiografia e morì in opinione di santità. Varie biografie sono state pubblicate su di lei. Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo era iscritta alla Confraternita del Volto Santo che per impulso di Maria di San Pietro e di M. Dupont, chiamato il «sant’uomo di Tours», si diffuse per la Francia.

18 maggio 1718

Nel Convento di Santa Teresa di Torino muore Luigi di Santa Teresa (Pietro Giovanni Riolfi), figlio di Cristoforo e Caterina Riolfi di Calzano, diocesi di Alba. Nato il 21 dicembre 1647, vestì l’abito carmelitano a Mondovì il 25 agosto 1665 e ivi professò il 31 agosto 1666. Più volte priore; provinciale (1687-1691; 1700-1703). Fu per ventiquattro anni confessore ordinario di Madama Reale Giovanna Battista di Savoia-Nemours. Dopo la morte del Padre Lorenzo Maria di San Michele (1694) fu direttore spirituale della beata Maria degli Angeli. Collaborò con lei per risolvere le difficoltà inerenti alla fondazione del Carmelo di Moncalieri, dove si occupò anche della formazione spirituale delle monache. Ebbe il merito di salvare dal fuoco – come era avvenuto per altri scritti distrutti dall’interessata – l’autobiografia e altri brevi scritti della Beata, conservandoli gelosamente, fedele alla consegna del padre Lorenzo che glieli aveva affidati. Furono trovati nella sua cella dopo la morte.

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