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24 AGOSTO

San Bartolomeo, apostolo

Festa

dal Martirologio Romano

Festa di S. Bartolomeo, Apostolo, che, identificato dai più con Natanaele, nato a Cana di Galilea, fu condotto da Filippo presso il fiume Giordano a incontrare Gesù Cristo; il Signore lo chiamò e lo invitò a seguirlo, e si aggregò ai Dodici; dopo l’Ascensione del Signore, come si narra, predicò il Vangelo in India, dove venne infine coronato dal martirio.

Confermaci nella fede, Signore, perché aderiamo a Cristo, tuo Figlio, con l’entusiasmo sincero di San Bartolomeo apostolo, e per sua intercessione fa’ che la tua Chiesa si riveli al mondo come sacramento di salvezza.

Per il nostro Signore…

Amen.

24 agosto 1562

Mentre il Concilio di Trento volge al termine, sotto il Pontificato di Pio IV, regnando in Spagna Filippo II, e governando l’Ordine Nicola Audet, ha inizio oggi la riforma del Carmelo femminile promossa da Teresa de Cepeda y Ahumada.

Ottenuto da Roma il Breve di fondazione (7 febbraio 1562), sotto l’obbedienza del vescovo locale Mons. Àlvarez de Mendoza, si inaugura il piccolo e povero Carmelo di San José in Avila, Protomonastero e culla di tutti i Carmeli teresiani.

Don Alvaro de Mendoza, il Vescovo, che sentiva grande affetto per la Madre Fondatrice, non poté essere presente alla cerimonia inaugurale e come suo delegato incaricò il Maestro Daza. Questi collocò nella casa il SS. Sacramento e diede l’Abito alle prime quattro giovani, inaugurando così il Monastero, collocato nel quartiere di S. Rocco in Avila

Mancava all’appuntamento un altro grande amico della Madre, Fra Pietro de Alcantara, quasi moribondo, nel suo convento di Arenas. Erano invece presenti alla cerimonia Francesco de Salcedo, il cavaliere santo, e Giuliano d’Avila, il cappellano.

Le prime pietre fondamentali del provvidenziale edificio furono:

Agnese e Anna de Tapia, sorelle e cugine di Teresa. Presero il nome di Agnese di Gesù e Anna dell’Incarnazione. Per delega del Vescovo, il Maestro Daza diede l’abito alle prime quattro giovani. Ricevettero l’abito di Nostra Signora: Antonia de Henao che prese il nome di Antonia dello Spirito Santo. Maria de la Paz che prese il nome di Maria della Croce, conosciuta da Teresa presso Donna Guiomar de Ulloa. Orsola de Revilla y Arevalo che si chiamò Orsola dei Santi e Maria di Avila che prese il nome di Maria di San Giuseppe, sorella di Giuliano d’Avila, il cappellano fedele del nuovo Carmelo.

Fu una festa semplice e suggestiva, cui presenziarono solo pochi intimi. Non mancarono nemmeno un paio di monache amiche, del Monastero de La Encarnación che s’ingegnarono a trovarsi fuori dalla clausura per poter assistere alla cerimonia. Era l’ora degli amici, di coloro che avevano sofferto sotto le raffiche della buriana.

La gioia degli inizi fu di breve durata. Il giorno stesso della fondazione, la priora de La Encarnación, Donna Maria Cimbrón, eletta il 12 agosto precedente, richiamò Teresa in Monastero per rendere conto dei fatti, intanto la Madre affida la nuova piccola comunità a Maria di San Giuseppe.

Soltanto il 5 dicembre dello stesso anno, accompagnata da alcune monache, Teresa può far ritorno stabilmente a San José. Porta con sé:

Isabella di San Paolo (Isabella de la Peña) figlia di Francesco de Cepeda, fratello di Teresa. La nipote porta con sé una dote di 200 ducati. Le altre erano Anna di San Giovanni (Dávila, ritornerà però a La Encarnación tre mesi dopo); Anna degli Angeli (Anna Gómez) e Maria Isabella Ordoñez di cui non conosciamo il nome da carmelitana. Arrivarono qualche tempo dopo: Maria de Ocampo (figlia di cugini di Teresa), che suggerì l’idea della fondazione di un Monastero secondo la Regola primitiva (settembre 1560). Prese il nome di Maria Bautista di San Giuseppe. Eleonora de Cepeda già monaca a La Encarnación e sorella della precedente (dovette però ritornare al suo Monastero de La Encarnación per malattia). Maria di San Girolamo (Maria Dávila) aveva 22 anni e giunse nel settembre del 1563. Anche lei cugina di Teresa e portò con sé una dote di 250 ducati. Infine Isabella di San Domenico (Isabella Ortega). Aveva 23 anni, entrò il 4 ottobre 1563 portando una dote di 600 ducati. Se si tolgono Anna Dávila ed Eleonora de Cepeda che ritornarono a La Encarnación, rimasero con la Madre Teresa di Gesù in 13, il numero primitivo che fissò agli inizi Teresa stessa: «solo 12 monache e una priora» (Vita 36,19); «A San José non devono essere più di 13 e non devono aumentare» (Cammino di perfezione A, 6,4). È il numero mistico di 12 spose con Cristo, è il numero apostolico, i 12 apostoli con Cristo, il piccolo Collegio di Cristo.

Con Teresa di Gesù, nel secolo d’oro dell’umanesimo rinascimentale spagnolo, nasce così un tentativo originale di sintesi tra eremitismo radicale (la sua passione per gli antichi padri e la Regola eremitica) e una fraternità quotidiana coinvolgente quant’altro mai: eremitismo insieme. La figura simbolica della nuova sintesi è l’amicizia: un gruppo di amiche (13) che si aiutano a imparare e vivere una vita di preghiera (vita di orazione) che è soprattutto amicizia con Dio per salvare i fratelli.

24 agosto 1573

Oggi la nostra Madre Teresa di Gesù, stando in Salamanca dà inizio, per ordine del gesuita Ripalda, suo confessore, alla stesura del Libro delle Fondazioni regalandoci in tal modo l’ultima sua opera, da lei terminata nel 1582, anno della sua morte.

24 agosto 1627

Nella città di Pont-à-Mousson, nella Lorena, in Francia fondazione del Monastero delle nostre monache sotto il titolo della Trinità e di Santa Teresa. Tra il 1617 e 1625 vari Monasteri di Francia chiedevano di passare sotto la giurisdizione dell’Ordine. Dopo vari anni di conflitto Antonietta di San Giuseppe (Le Blanc), priora del Carmelo dell’Assunzione di Bordeaux, guadagnò alla sua causa quella del Monastero di San Giuseppe, Giovanna dello Spirito Santo (Bernet) e quella di Saints, Maddalena di Gesù (Roche), che furono tutte sue compagne di noviziato e professe a San Giuseppe tutte e tre. Unite affrontarono l’ultima “battaglia”. Nel 1621 vennero confinate con le loro tre comunità “ribelli” nel Monastero dell’Assunzione di Bordeaux, ricevendo un trattamento poco umano. Aiutate da vari teologi e con il consenso del Cardinale de Sourdis, sotto la cui autorità vivevano, e del Delegato Apostolico, le ventisette monache “dissidenti” lasciarono Bordeaux (1624), dirigendosi verso la Lorena dove contavano di porsi sotto la giurisdizione dell’Ordine. La Lorena era un Ducato indipendente di Francia e per tanto non era sottomesso alla giurisdizione dei «superiori francesi» (J. Gallemant, A. Duval e P. Bérulle). Vennero ospitate per tre anni nel Carmelo della città di Nancy dove vi giunsero il 7 gennaio del 1625. Su domanda di Eleonora di Gonzaga, vedova del Duca di Lorena, le sradicate carmelitane francesi ottennero l’autorizzazione di Urbano VIII a fondare due monasteri dentro il Ducato. E il giorno 24 agosto del 1627 partirono per fondare i due Monasteri. Antonietta di San Giuseppe con le sue monache dell’Assunzione di Bordeaux fondò a Bar-le-Duc. Maddalena di Gesù con il suo gruppo, composto in maggioranza dalle monache di San Giuseppe fondò Pont-à-Mousson. Con lei vi erano: Lucia di Gesù, Margherita della Madre di Dio, Teresa di Gesù Maria, Maria di San Pietro, Teresa dell’Incarnazione, Maria del SS. Sacramento, Maria degli Angeli, e Caterina di Sant’Elia. Le ultime tre erano converse. Entrambi i Monasteri erano posti sotto la giurisdizione dell’Ordine. La Comunità di Pont-à-Mousson fondò nel 1639 il Carmelo di Santa Cristina a Torino, dove visse la Beata Maria degli Angeli.

24 agosto 1627

Nella città di Nancy, capitale della Lorena, Francia fondazione del Monastero delle nostre monache sotto il titolo (Vedere Nancy con Padre MASSIMO. Il secondo Carmelo di Nancy deve la sua fondazione al gruppo di monache del Monastero dell’Assunzione di Bordeaux che sul finire del 1624 emigrarono nella Lorena con altri due gruppi di carmelitane del Carmelo di San Giuseppe di Bordeaux e di Saintes, per mettersi sotto la giurisdizione dell’Ordine. La Lorena allora era un Ducato indipendente di Francia e per questo non sotto la giurisdizione dei «superiori francesi». Erano partite da Bordeaux il 21 novembre del 1624, giungendo a Nancy il 7 gennaio del 1625 e furono ospitate per tre anni nel primo Carmelo della capitale lorenese. Su domanda di Eleonora di Gonzaga, vedova del Duca di Lorena, il Papa Urbano VIII le autorizzò perché fondassero a Bar-le-Duc. E il giorno 24 agosto del 1627, anniversario della Riforma teresiana, lasciarono Nancy per fondare a Pont-à-Mousson le monache emigrate da San Giuseppe di Bordeaux con quelle di Saintes, mentre le monache del Carmelo dell’Assunzione di Bordeaux fondava a Bar-le-Duc. Antonietta di San Giuseppe, priora dell’Assunzione di Bordeaux fondò a Bar-le-Duc. Maddalena di Gesù con il suo gruppo, composto in maggioranza dalle monache di San Giuseppe fondò Pont-à-Mousson. Entrambi sotto la giurisdizione dell’Ordine.

24 agosto 1632

A Marsiglia in Francia fondazione del Convento dei nostri padri sotto il titolo dei Ss. Teresa e Maria Maddalena.

24 agosto 1638

Nella nostra Missione di Goa, Ordinazione Sacerdotale di Dionisio della Natività (Pietro Berthelot), morirà tre mesi più tardi con il fratello converso Redento della Croce martire a Sumatra.

24 agosto 1926

Pio XI dichiara solennemente San Giovanni della Croce Dottore della Chiesa Universale.

24 agosto 1937

Il nucleo di laici fondato dal Servo di Dio Maria Eugenio di Gesù Bambino a Notre Dame de Vie, Venasque, Francia, viene eretto in Fraternità secolare del Terzo Ordine Carmelitano per i membri dell’Istituto; soltanto dopo il riconoscimento degli Istituti secolari dalla Chiesa, con la Costituzione Apostolica Provida Mater Ecclesia di S.S. Pio XII (1947), esso verrà eretto in Istituto Secolare Carmelitano Notre Dame de Vie, da Mons. Gabriele de Llobet, arcivescovo di Avignone.

24 agosto 1942

A Lucca, la Venerabile Anita Cantieri, già dal 1934 fino alla morte visse quasi ininterrottamente a letto, «tutto accettando con amore per Gesù». Visse di abbandono assoluto alla volontà di Dio, caratteristica della sua santità e fonte di gioia perenne anche nelle ore di maggiore sofferenza fisica e morale, poiché ebbe ad attraversare anche una «notte oscura» molto dolorosa, che passò nella fede e nell’amore, lasciandosi guidare dall’obbedienza. Sempre più divorata dall’amore, e sostenuta dalla Vergine Maria, dopo aver fatto cantare il Magnificat alle sorelle, faceva la sua «volata al cielo», come frequentemente aveva definito la sua morte. Il Parroco don Massoni che l’assiste che aveva portato al mattino stesso la Santa Comunione e l’assistette fino all’ultimo momento. Erano circa le dieci.

24 agosto 1997

Parigi, Ippodromo di Longchamp. Al termine della Messa di chiusura della XII Giornata Mondiale della Gioventù, prima dell’Angelus, davanti ad oltre un milione di giovani convenuti da ogni parte del mondo, Giovanni Paolo II, annuncia che «dopo attenti studi, ho la gioia di annunciare che la domenica delle Missioni, nella Basilica di San Pietro in Roma, proclamerò Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, Dottore della Chiesa Universale».

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