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28 FEBBRAIO

28 febbraio 1605

Muore ad Avila in Spagna Giuliano d’Avila, confessore di Teresa di Gesù, di Anna di San Bartolomeo e cappellano del monastero di San José dagli inizi della sua fondazione fino alla morte. Figlio di Cristoforo d’Avila e Anna di San Domenico nacque nel 1528, fu ordinato sacerdote nel 1558. Uomo gioviale e buono, umile curato di paese tramutato di punto in bianco in cappellano di San José. Fu compagno di molti viaggi e fondazioni di Teresa che parla di lui come di un «chierico fedele, servo di Dio, distaccato da tutte le cose del mondo e di molta orazione» (Fondazioni 3,2). La Madre aveva di lui tanta stima da consigliarlo come amico e direttore spirituale a suo fratello Lorenzo de Cepeda. Scrisse una interessante Vita di Santa Teresa. Opera inedita. È sepolto nella cappella di San Lorenzo della Chiesa del Monastero di San José insieme a Lorenzo e Pietro de Ahumada, fratelli di Teresa di Gesù e con lo zio Francesco Álvarez de Cepeda. Sua sorella Maria Dávila fu tra le prime 12 compagne di Teresa nella fondazione del Monastero stesso. Testimone privilegiato degli inizi della Riforma scrisse a proposito di questa: «A mio parere, mai nella Chiesa di Dio si ripeté così al vivo ciò che successe il dì delle Palme, quando tutto il popolo adunato ricevette Gesù Cristo a Gerusalemme con applausi e festeggiamenti infiniti… Ad Avila, il contento e il rendimento di grazie a Dio furono così intensi, che non si poteva far altro fuorché proclamare ad alta voce, come il giorno delle Palme, “Benedetto colui che viene…”. Poco dopo, però, il Signore permise si offuscassero gli intelletti di tutti i maggiorenti della città, ai quali sembrava che la popolazione dovesse andare in malora se non si disfaceva quella casetta, piccola e povera; e a tal fine si posero in atto incalzanti misure di emergenza, quali si potrebbero prendere per soffocare l’incendio allorché la città va a fuoco, o per sfuggire ai nemici quando essi ormai l’hanno accerchiata… La Madre si vide obbligata ad abbandonare la nuova casa… per tornare al Monastero dell’Incarnazione, ed io l’accompagnai come suo cappellano e scudiero…, assieme ad altri chierici. Finché visse, dopo aver fondata questa nuova casa, io la servii per vent’anni, e l’accompagnai in tutte le altre fondazioni da lei fatte nel corso della sua vita…» (Vita della Santa, di Giuliano d’Avila).

28 febbraio 1628

A Dole nel Monastero dello Spirito Santo in Francia, muore in opinione di santità, Luisa di Gesù (Jourdain) nata a Parigi nel 1569. Rimasta vedova e desiderando offrire alla sua patria un Monastero teresiano accompagnò di persona la venuta delle prime carmelitane di Spagna che nel 1604 fondarono a Parigi il primo Monastero di Francia. Fu una delle prime tre che vestirono l’abito del Carmelo nel Monastero dell’Incarnazione a Parigi il 1° novembre 1604 e la seconda a professare a Pontoise l’anno seguente; fu la seconda priora a Digione dopo la partenza per Bruxelles (30 dicembre 1606) della fondatrice Anna di Gesù (Lobera); fondatrice dei Carmeli di Châlon-sur-Saône (1610), Dole (1614) e Besançon (1616). La si può considerare tra le madri del Carmelo francese.

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