"Tempi sciagurati quando dei pazzi fanno da guide a ciechi" (Re Lear, IV, 1)
Non ci sono né documenti ufficiali né testimoni oculari che provino la morte di Edith Stein e dei suoi compagni e compagne di passione. Solamente con il passare degli anni, resoconti, lettere, appunti e nomi si sono combinati insieme come in un mosaico, così che oggi, dopo più di mezzo secolo, ci è possibile ricostruire il percorso della "settimana di passione" dal 2 al 9 agosto 1942 e conoscere il destino di coloro che, in qualità di "compagni di passione", hanno sofferto con e come Edith Stein durante quella settimana.
Il 22 giugno 1942 Eichmann informava Rademacher del Ministero degli Esteri che tutto era pronto per iniziare la deportazione di un primo grande gruppo di 40.000 ebrei dall'Olanda. Restava un problema: l'atteggiamento del governo svedese. In quanto cittadini olandesi gli ebrei non potevano essere deportati e perché, secondo gli accordi dell'armistizio, godevano della protezione del governo svedese. Occorreva togliere loro la cittadinanza ma questo atto doveva essere compiuto dal Governo olandese. L'incaricato giuridico tedesco presso l'ambasciata tedesca a Stoccolma esaminò il problema concludendo che se era necessario deportare gli ebrei olandesi occorreva farlo senza far filtrare alcuna notizia sulla loro sorte.
Caduti così anche gli ultimi scrupoli giuridici i tedeschi si misero in moto. Il 26 giugno venne convocato presso gli uffici delle SS di Amsterdam il presidente dello "Joodsen Raad", David Cohen, cui venne comunicato dall'ufficiale delle SS Karl Worlein che tutti gli ebrei sarebbero stati trasferiti in campi di lavoro in Germania.
Nei giorni successivi un altro ufficiale - Aus der Funten - indicò come primo contingente 4.000 persone. Cohen e il "Joodsen Raad" tentarono di ridurre la quota stabilita ma Aus der Funten fu irremovibile. Entro la metà di luglio dovevano essere evacuati 4.000 ebrei.
Per convincere gli ebrei a consegnarsi i tedeschi rastrellarono e arrestarono 700 ebrei minacciando di fucilarli. Il 15 luglio i 4.000 ebrei richiesti si presentarono e vennero deportati verso i campi di sterminio. Da quel momento la macchina della deportazione non conobbe più soste.
È proprio per fronteggiare questa situazione che la Commissione Interconfessionale dalla Chiesa Cattolica e quelle Protestanti si rivolsero in modo energico verso il presidente Jozif Tiso. Le pressioni delle Chiese si erano mostrate assai più forti di quanto i silenzi precedenti avessero fatto pensare. La reazione fu durissima.
Così come atto di rappresaglia alla Lettera Pastorale dei vescovi olandesi del 26 luglio 1942, che stigmatizzava le deportazioni degli ebrei dal territorio olandese occupato da Hitler, la Gestapo arresta la domenica successiva tutti gli ebrei cattolici. Secondo i rapporti della polizia erano in tutto 244.
La maggior parte di loro viene portata al lager di Westerbork, dopo avere sostato nel lager della polizia di Amersfoort. Nel primo mattino di venerdì 7 agosto, un trasporto ferroviario sigillato, per un totale di 987 ebrei, compresi quelli cattolici, attraversa la Germania e giunge direttamente al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Dopo l'arrivo, sul binario ferroviario, gli uomini delle SS selezionano per i lavori forzati 464 fra uomini e donne robuste. I rimanenti 523 uomini donne e bambini vengono subito uccisi nella camera a gas provvisoria, la famigerata "Casa Bianca".
Il Carmelo di Colonia è rimasto a lungo ignaro del destino di suor Teresa Benedetta e di sua sorella Rosa Stein. Solamente il 16 febbraio 1950 compaiono, nelle liste pubblicate dal Ministero della Giustizia olandese, le date della morte degli ebrei deportati dall'Olanda ed uccisi. Edith Teresa Edvige Stein è riportata con il numero 44074 e Rosa Maria Agnese Adelaide Stein con il numero 44075, per entrambe la morte ad Auschwitz risalirebbe al 9 agosto 1942.
Suor Teresa Renata dello Spirito Santo, maestra delle novizie prima e poi Priora del Carmelo di Colonia, pubblica nel maggio 1948 la prima biografia su Edith Stein. Ben presto appaiono diverse edizioni aggiornate, che presentano integrazioni su fatti non ancora noti all'autrice al tempo della prima edizione. Quindi si rivolgono al Carmelo di Colonia quelle comunità in cui, proprio il 2 agosto 1942, venivano arrestati religiosi e religiose, che, ugualmente, da molto tempo non hanno notizie sicure sul destino dei deportati ad Auschwitz.
Dalla raccolta dei documenti e delle indicazioni che, con il passare degli anni, sono pervenute al Carmelo di Colonia, risulta un quadro più preciso in ordine cronologico dei singoli giorni "della settimana di passione" dal 2 al 9 agosto 1942. Un'altra fonte importante è il libro edito dal Carmelo di Echt nel 1967, "Als een brandende toorts" - Come una fiaccola ardente -, nel quale sono stati pubblicati documenti e testimonianze sulla dottoressa Edith Stein e i suoi compagni di pena. Finora questo libro non è stato tradotto. In esso si trovano esaurienti descrizioni sui religiosi e sui laici arrestati lo stesso giorno di Edith Stein. La maggior parte di loro viene uccisa nella camera a gas nella notte tra l'8 e il 9 agosto. Per alcuni si suppone che siano stati prima selezionati per i lavori forzati. Anch'essi, però, trovano, poco più tardi, la morte nelle camere a gas.
Un'altra importante pubblicazione è il libro di Roberto M. W. Kempner "Edith Stein e Anna Frank. Due tra centomila", pubblicato nel 1968, un anno dopo la sentenza della Corte d'Assise di Monaco sui principali responsabili della deportazione di 94.398 ebrei olandesi nei presunti campi di lavoro in Oriente. Furono accusati di comune complicità nello sterminio il dottor Guglielmo Harster, ex tenente generale della polizia, comandante della polizia di sicurezza e del servizio di sicurezza in Olanda, Guglielmo Zoepf, comandante del dipartimento ebreo, e Gertrude Slottka, relatrice incaricata per gli affari relativi agli accantonamenti.
In questo processo il dottor Roberto M. W. Kempner aveva un triplice incarico come rappresentante di parte civile:
In questa pubblicazione appaiono chiare le dimensioni dello sterminio, per cui in più di due anni si effettuarono ottantasei trasporti dall'Olanda ad Auschwitz, Sobibor, Theresienstadt. Nel libro di Kempner sono riportate le "lapidi senza nome" e le "liste dei trasporti della morte". Furono uccisi uomini, donne e bambini per un totale di 93.326. Dopo la guerra furono ritrovati solo 1.072 sopravvissuti.
Nell'ottavo trasporto, il 7 agosto 1942, c'erano Edith Stein e 986 compagni e compagne di passione. Il 24 settembre Rauter, capo maggiore della polizia e delle SS, comunicava, in una nota segreta, l'inizio dell'assassinio di massa in Olanda. Himmler corredò questo rapporto scrivendo di suo pugno "molto bene"!
Anna Frank e la sua famiglia si nascondono il 9 luglio 1942, sei giorni prima dell'inizio del primo trasporto che porta 1.135 prigionieri ebrei in quelli che si crede siano campi di lavoro. Dopo il tradimento, anche la famiglia Frank viene stipata nell'ultimo trasporto, che parte da Westerbork il 3 settembre 1944. Era l'ottantaseiesimo ed ultimo trasporto.
Il destino degli ebrei cattolici viene deciso la domenica 26 luglio 1942, quando dai pulpiti viene letta la Lettera Pastorale dei vescovi cattolici. Essi giudicano severamente le deportazioni dei concittadini ebrei. Contemporaneamente viene resa nota la lettera di protesta delle chiese olandesi dell'11 luglio 1942. In una riunione segreta del commissario generale per la sicurezza, che si tiene il giorno successivo, viene decretata la condanna a morte degli oltre 700 ebrei cattolici in Olanda, che comprendono anche molti emigrati dalla Germania.
Con l'obbligo di denuncia, la Gestapo non ha più ostacoli e con un blitz la domenica seguente, 2 agosto, arresta gli ebrei cattolici, rastrella i monasteri, arresta i religiosi, incluse le persone che hanno trovato rifugio nei monasteri olandesi. Il "bottino" di quella domenica è, secondo le dichiarazioni della direzione del dipartimento ebreo per il distretto dell'Aia, di 212 arrestati. A questi si aggiungono altri 32 ebrei, agli arresti presso la succursale di Amsterdam. Mentre 44 ebrei, appartenenti a matrimoni misti, vengono subito rilasciati.
Molti degli arrestati vennero trasferiti nello stesso giorno nel lager della polizia di Amersfoort. Là vengono aggiunti a coloro che, poi, nella "settimana di passione" vissuta in comune all'inizio di agosto, intraprendono il cammino verso la morte.
Martedà 4 agosto, il trasporto prosegue per il campo di Westerbork, dove gli ebrei mantengono ancora diversi contatti personali ed epistolari con il mondo esterno, fino al trasporto finale: venerdì 7 agosto. Nelle relazioni dei messaggeri che possono accedere al campo, nelle lettere, negli appunti, nei telegrammi che escono da là, ricorrono sempre i nomi dei religiosi e dei laici, che alla fine si trovano uniti in un destino comune nel lager e nel carro merci che li portano ad Auschwitz.
Tra gli arrestati del 2 agosto la dottoressa Edith Stein (51 anni) è probabilmente la più conosciuta, poiché, già prima di entrare al Carmelo, aveva acquistato fama internazionale come filosofa. Con lei, quella domenica pomeriggio, viene arrestata dalla Gestapo Rosa Stein (59 anni), sua sorella di circa otto anni maggiore di lei, che è stata battezzata nel 1936 a Colonia e che da qualche tempo presta servizio come terziaria nella portineria del Carmelo di Echt.
La dottoressa Ruth Kantorowicz (41 anni), economista, originaria di Amburgo, aveva lavorato come giornalista e bibliotecaria ad Amburgo, Kassel e Francoforte, finché fu licenziata il 12 agosto 1933 in quanto collaboratrice "non-ariana". Nel 1934 riceve il Battesimo ad Amburgo. Per motivi di salute non realizza il suo desiderio di entrare nel Carmelo. Conosceva Edith Stein fin dai tempi dell'infanzia, cioè da quando questa andava a far visita ad Amburgo alla sorella Elsa, sposata con il medico dottor Gordon. Negli ultimi anni Ruth Kantorowicz copia a macchina i manoscritti di Edith Stein, cioè Storia di una famiglia ebrea, Essere finito e Essere eterno e i primi capitoli di Scienza della Croce. La situazione incerta creatasi in Germania, la spinge a trasferirsi in Olanda. Dopo un breve soggiorno presso il Carmelo di Maastricht, vive dalle Orsoline a Venlo e collabora nell'annessa casa di riposo. Il suo arresto avviene nella mattina del 2 agosto, prima ancora che possa partecipare alla Santa Messa. Nel campo di Amersfoort incontra poi Edith Stein e sua sorella Rosa.
L'infermiera Alice Reis (39 anni) è di Berlino. Terminati gli studi lavora a Erfurt, Mannheim e Darmstadt. Il 27 dicembre 1930 riceve il Battesimo a Beuron. Sua madrina è la dottoressa Edith Stein. Anche Alice Reis vorrebbe entrare nel Carmelo o presso le Suore del Buon Pastore, ma non le è possibile perché soffre di una grave forma asmatica. Così prende servizio presso un grande pensionato femminile ad Almelo, dove la Gestapo si presenta alle cinque del mattino del 2 agosto 1942. Le Suore del Buon Pastore riescono con delle trattative a prolungare fino alle sette la consegna di Alice.
Nel rapporto della polizia sulle persone arrestate il 2 agosto 1942 nel distretto di Maastricht compaiono anche due sorelle arrestate al monastero di Koningsbosch presso le Suore del Prezioso Sangue a Echt. Sono Annamaria Goldschmidt (20 anni) e sua sorella Elfrida (19 anni), entrambe di Monaco. Compaiono negli appunti scritti da Edith Stein il 4 agosto e indirizzati alla Priora del Carmelo di Echt dalla baracca 36 nel campo di Drente-Westerbork, "Le inviamo molte notizie. Anche le due care ragazze di Koningsbosch sono qui con noi. Siamo assolutamente tranquille e serene. Naturalmente finora né Messa né comunione; forse le avremo più avanti. Solo ora riusciamo un po' a capire, come si possa vivere con la purezza nel cuore". Annamaria e Elfrida muoiono il 9 agosto insieme a Edith Stein.
Nella Casa Provincializia delle Povere Ancelle di Gesù Cristo (Suore di Dernbach) a Geleen, la Gestapo arresta suor Luigia (27 anni) e la porta nel lager di smistamento di Amersfoort. Luisa L&omul;wenfels, nata a Trabelsdorf presso Bamberg nel 1915, è la più piccola di sette figli. Frequenta il corso per insegnante di scuola materna a Nördlingen. A Francoforte e a Recklinghausen, dove lavorava come maestra, conosce la fede cattolica. A M&omul;nchengladbach, nel convento delle Suore di Dernbach, nel 1935, riceve il sacramento del Battesimo. Nel settembre del 1935 entra nella stessa Congregazione nella Casa Generalizia olandese. Nel campo di Amersfoort diviene poi compagna di sventura di Edith Stein.
Suor Mirjam (53 anni) viene arrestata nel convento di Marienwaard a Meersen di mattina verso le ore 8.30 dopo l'ufficio divino. il Padre ha una fabbrica di ombrelli, Elsa Michaelis nasce a Berlino nel 1889. Si avvicina alla fede cattolica con l'aiuto delle Suore di Santa Caterina. Quindi si trasferisce nel pensionato delle suore, che si trovava nella parrocchia del Corpus Christi e partecipa intensamente, per dieci anni, alla vita parrocchiale. Nel 1928 entra nella Congregazione delle Suore di San Giuseppe di Treviri e prende il nome di Mirjam. Nel Gertrudenheim a Saarlouis, svolge per anni la mansione di contabile e portinaia. Quando la casa viene chiusa si trasferisce nella Fondazione Saverio a Berlino. Con l'aumento dell'odio nei confronti degli ebrei è costretta a trasferirsi a Overschie-Rotterdam nella casa delle Suore di San Giuseppe. Inseguita dalla Gestapo, trova rifugio nel 1940 presso le Francescane di Dernbach, monastero di Marienwaard. La crescente ostilità verso gli ebrei in Germania rende necessario il suo trasferimento in una casa delle Suore di San Giuseppe a Overschie-Rotterdam. Allontanata da questa casa dalla Gestapo, trova asilo dalle Francescane di Dernbach nel 1940, nel loro convento di Marienwaard.
A Berkel-Enschot, nella portineria del convento delle Suore Trappistine di Koningsoord, il destino coglie di sorpresa anche la dottoressa Lisamaria Meirowsky (38 anni), pediatra a Colonia. Originaria di Colonia, viene battezzata dopo aver ricevuto lezioni di catechismo da Guglielmo Neuss, professore di teologia a Bonn, e continua gli studi di medicina a Roma. Qui conosce Francesco Stratmann, Padre Domenicano col quale vuole fondare una nuova comunità domenicana, dopo la fine del dominio nazista. Nell'autunno del 1938 si trasferisce a Utrecht con padre Stratmann, per prestare la sua opera in un ente assistenziale per rifugiati ebrei. Dal 1940 si nasconde sotto le vesti di portinaia nel convento delle Suore Trappistine per sfuggire ai nazisti. Dal lager di Westerbork riesce ancora a scrivere al suo padre spirituale una lettera d'addio: "Si rallegri con me, vado con coraggio, fiducia e gioia - la stessa cosa vale anche per le suore, che sono con me - possiamo dar testimonianza a Gesù e testimoniare la verità insieme ai nostri vescovi".
Il 2 agosto, la Gestapo arresta i cinque fratelli della famiglia L&omul;b, tre fratelli nel convento dei Trappisti a Koningshoeven: Padre Ignazio (33 anni), Padre Nivardo (29 anni) e Fra Lino (32 anni) e le relative sorelle nel vicino convento delle Suore Trappistine a Koningsoord: suor Edvige (42 anni) e suor Maria Teresa (30 anni). Si presume che Lino, Edvige e Maria Teresa siano stati uccisi il 9 agosto nella camera a gas, mentre probabilmente Ignazio e Nivardo vengono in un primo momento scelti per i lavori forzati al loro arrivo ad Auschwitz. Per quanto riguarda gli altri tre fratelli della famiglia Löb, suor Veronica, trappista, viene arrestata più tardi e portata a Westerbork, quindi inspiegabilmente rilasciata, muore a Tilburg il 1° agosto del 1944; Giovanni, fratello minore, muore nel 1945, a ventinove anni nel campo di concentramento di Buchenwald. Solo la sorella più giovane, Paola, sopravvive.
Teresa Bock (33 anni) originaria di Vienna, vive in Olanda dal 1928 e nel 1927 entra nella Congregazione delle Suore del Sacro Cuore di Gesù a Moerdijk prendendo il nome di suor Carità. Nello stesso giorno vengono arrestate sia le sue due sorelle Edith (35 anni) e Lena (30 anni) che sua madre Erminia (56 anni). La famiglia si ricompone ad Amersfoort. Mentre le tre sorelle vengono subito trasportate a Westerbork, la madre rimane in un primo tempo ad Amersfoort, per poi essere comunque condotta ad Auschwitz. Viene uccisa il 20 agosto 1942.
Poco conosciuto è il destino della famiglia dello scrittore Ermanno de Man. Eva Maria (37 anni) la madre viene arrestata il 2 agosto a Berlicum, con lei anche i figli Anna (14 anni), Gioacchino (12 anni), Maddalena (10 anni) e Pietro (10 anni). In quel momento il padre (44 anni) è all'estero mentre Maria (18 anni) e Giuseppe (15 anni) sono altrove. Più tardi, a Rijkswijk, la Gestapo cattura anche Giovanni (19 anni) che viene ucciso mentre tenta la fuga.
Fra gli arrestati resta coinvolto anche Fra Wolfgang (Federico) Rosenbaum (27 anni), Francescano tedesco. Nasce a Witten, il padre ebreo è commerciante in tessuti, riceve il Battesimo nel 1933. A causa delle minacce ricevute dalla SA, il padre si suicida. Nel 1939 Fritz entra nell'Ordine dei Francescani a Vlodorp. Per motivi di sicurezza si trasferisce nel convento di Woerden, dove viene arrestato il 2 agosto. Arrivato ad Auschwitz con il trasporto del 9 agosto, viene dapprima impiegato per i lavori forzati. La data della sua morte è indicata con il 30 settembre 1942. Nella chiesa di San Francesco a Witten, dove fu battezzato, è raffigurato su una vetrata insieme con Edith Stein; c'è anche una frase: "L'amore è più forte della violenza".
Un minuscolo biglietto mortuario, trovato nell'archivio di un monastero olandese, ci dà notizia di Elvira Maria Giuseppa Platz (53 anni), vedova, anche lei arrestata il 2 agosto ed uccisa una settimana dopo ad Auschwitz-Birkenau. Il suo nome rappresenta tutti gli ebrei cattolici arrestati nella domenica d'agosto e poi uccisi, a causa della rappresaglia nazista contro la coraggiosa Lettera Pastorale dei vescovi.
La Domenicana suor Giuditta Mendes da Costa (57 anni), anch'essa arrestata il 2 agosto, viene depennata dalla lista dei trasporti il 7 agosto, a Westerbork, a causa delle sue origini portoghesi. Dopo essere stata rilasciata, il 15 agosto, scrive un commovente resoconto di quei giorni a Westerbork, che è stato pubblicato dalle sue consorelle dopo la guerra. Il 25 febbraio 1944 viene però nuovamente deportata a Theresienstadt e arriva il 16 maggio ad Auschwitz, dove muore nella camera a gas probabilmente poco dopo il suo arrivo.
In uno dei resoconti della polizia vengono menzionati i coniugi Bromberg, che, insieme alla figlia Ruth e al figlio Riccardo, si ritrovano con gli altri nel campo di Amersfoort e iniziando il loro calvario a Westerbork. Quando il 7 agosto viene stilata la lista dei trasporti, loro vengono risparmiati. Da loro abbiamo avuto più tardi un esauriente resoconto degli avvenimenti nel lager e della deportazione. Il resoconto termina con le parole:
"Alla mattina presto del 7 agosto, quando il sole non era ancora sorto, sulla strada che attraversava il campo, una lunga fila di uomini, donne e bambini attendeva in piedi. Stranamente si distinguevano gli abiti religiosi dagli zaini e fagotti. Al posto dei poliziotti c'erano le SS armate, che impartivano gli ordini con fare villano, per far uscire la lunga fila dal lager. Quelli rimasti hanno salutato ancora per molto tempo! Costoro furono gli ultimi ad aver visto qualcosa di quel trasporto".
Quando Edith Stein, il 1° maggio 1987, è stata beatificata dal Servo di Dio Giovanni Paolo II, nello Stadio di Colonia-Müngersdorf, non si è parlato specificatamente dei suoi compagni e compagne di passione. Ma non c'è dubbio che tutti questi medeslachtoffers, vittime dell'olocausto, così come vengono citati nei testi olandesi, abbiano accettato la loro morte violenta in totale consegna a Dio. Molti documenti ne sono la prova.
In Olanda vengono arrestati 244 ebrei cattolici, come atto di rappresaglia contro la lettura della Lettera Pastorale dei Vescovi cattolici del 26 luglio 1942.
Dal lager di Westerbork parte nelle prime ore del mattino, un trasporto con 987 uomini, donne e bambini, diretto ad Auschwitz-Birkenau. Tra costoro le vittime della rappresaglia.
Selezione all'arrivo ad Auschwitz-Birkenau. Come prigionieri destinati al lager, vengono selezionati 315 uomini, ciascuno con un numero in ordine crescente da 57405 a 57719 e 149 donne dal numero 15812 al 15960.
523 persone sono uccise nella camera a gas tra cui questi ebrei cattolici: