I CONIUGI MARTIN
il fascino umano della santità cristiana
del Cardinal José Saraiva-Martins
Omelia Alençon-Lisieux, 12-13 luglio 2008
in occasione del 150° anniversario di matrimonio
dei Venerabili Sposi Luigi e Zelia Martin
Celina…“ alza gli occhi verso la Celeste Patria,
E tu vedrai su dei seggi d’onore
Un Padre amato… Una Madre cara…
Ai quali tu devi la tua immensa felicità!… ”
Poesia 16,5
La famiglia oggi: L’amore si è ammalato in famiglia
All’inizio di quest’anno un noto quotidiano italiano pubblicava un articolo di Claudio Risé, dal titolo significativo: “L’amore si è ammalato in famiglia”. Cito alcune sue espressioni significative:
La relazione tra uomo e donna si è ammalata. Aumentano i divorzi […]. Si è ammalato l’amore, in particolare si è ammalato il luogo dove ogni essere umano sperimenta per la prima volta l’amore, il venire amato e l’amare gli altri; si è ammalata la famiglia […] Nella famiglia attuale poi i figli, anziché essere oggetto d’amore dei genitori, si trovano in concorrenza con molte altre cose: il successo, l’immagine […] I genitori, quando ne hanno le possibilità, cercano spesso di rimediare a quest’angoscia dei figli, che più o meno consciamente avvertono, colmandoli di favori. Riempirli di regali e cercare di farsi perdonare però, non rimedia a nulla. Anzi peggiora, perché non li aiuta a costruire quel senso di responsabilità, che sarà decisivo per la salute della coppia .
Una famiglia eccezionale: la testimonianza delle figlie
Per tutta la mia vita è piaciuto a Dio circondarmi d’amore, i primi ricordi sono sorrisi e carezze tenerissime : il ritratto più vivo dei Venerabili Servi di Dio Luigi Martin e Zelia Guérin è tracciato dalla loro figlia più illustre. Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, nelle prime pagine di Storia di un’anima, descrive la dolcezza e la gioia della sua vita familiare, che ella definisce una terra santa.
Carissimi fratelli e sorelle,
ho voluto cominciare questa riflessione con le parole stesse con le quali Teresa, seppur sinteticamente, ha tratteggiato, il quadro dell’atmosfera familiare in cui è cresciuta.
Teresa stessa, il più giovane Dottore della Chiesa, ha percepito la sua famiglia come la terra di un giardino, anzi una terra santa dove è cresciuta, assieme alle sue sorelle, sotto la guida abile ed esperta di questi incomparabili genitori.
Già Teresa è, per così dire, la prima postulatrice, la promotrice della causa di canonizzazione dei suoi genitori:
Il buon Dio mi ha dato un padre ed una madre più degni del cielo che della terra .
La convinzione profonda della santità dei genitori non era condivisa solo nell’ambito familiare, ma anche da parenti e da cittadini semplici che parlavano dei Martin come di una coppia santa. In una lettera del 1891, 14 anni dopo la scomparsa di Zelia, la zia Celina Guérin scriveva alla carmelitana Teresa:
Che cosa ho mai fatto, perché Iddio mi abbia circondata di cuori tanto amorosi! (i genitori di Teresa). Non ho fatto che rispondere all’ultimo sguardo di una madre che amavo molto. Ho creduto di capirlo quello sguardo, che nulla potrà farmi mai dimenticare. Da quel giorno, ho cercato di sostituire colei che Dio vi aveva rapita, ma ahimé, nulla può sostituire una simile madre!… Ah, il fatto è che i tuoi genitori, mia piccola Teresa, sono di quelli che si possono chiamare santi, e che meritano di generare dei santi .
Anche Leonia, la figlia che ha creato più difficoltà ai genitori, ripeteva alle consorelle della Visitazione di Caen:
Noblesse oblige (la nobiltà mi obbliga); appartengo ad una famiglia di santi e devo essere all’altezza.
I Martin non sono santi per aver messo al mondo una santa, ma per aspirato alla santità come coppia. Era un desiderio reciproco, frutto di un impegno comune. Vi era in entrambi la volontà di ricercare, nello stato di vita che avevano abbracciato, la volontà di Dio e di obbedire al suo comando: Siate essere santi perché io sono santo.
Luigi e Zelia Martin sono stati l’humus, la terra, dove è nata e vissuta per 15 anni Teresa, prima di essere “la più grande santa dei tempi moderni”.
Il loro segreto: un’ordinarietà straordinaria
Luigi e Zelia sono un esempio luminoso di vita matrimoniale vissuta nella fedeltà, nell’accoglienza della vita e nell’educazione dei figli. Un matrimonio cristiano vissuto nell’assoluta fiducia in Dio e che può essere proposto alle famiglie di oggi. La loro è stata una vicenda matrimoniale esemplare intessuta di un prezioso ordito di virtù cristiane e di saggezza umana. Esemplare non significa che dobbiamo ricalcare, fotocopiare la loro vita riproducendo tutti i loro fatti e le loro gesta, ma utilizzare, come loro, i mezzi soprannaturali che la Chiesa offre ad ogni cristiano per realizzare la vocazione comune alla santità.
La Provvidenza ha voluto che il Decreto per l’approvazione del miracolo attribuito alla loro intercessione fosse annunciato nell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario delle loro nozze (13 luglio 1858).
Perché dopo tanto tempo? Non è fuori dal tempo una famiglia del genere? In che cosa sono attuali i coniugi Martin? Possono aiutare le nostre famiglie ad affrontare le sfide di oggi? Sono sicuro, che da oggi in poi, si svilupperà un vasto dibattito attorno a questa coppia e alla sua prossima Beatificazione. Conferenze, dibatti, tavole rotonde cercheranno di individuare l’attualità della loro esperienza con la nostra storia così complessa e travagliata. Una cosa deve però essere chiara: la Chiesa non canonizza un’epoca, ma esamina la santità. Nel caso dei Martin la Chiesa propone ai fedeli la santità e la perfezione della vita cristiana, che una coppia di sposi ha raggiunto in modo esemplare, anzi in grado eroico, per utilizzare il linguaggio dei Processi. La Chiesa verifica non l’eccezionale, ma se, nel quotidiano della loro vita, sono stati sale della terra e luce del mondo (Mt 5,13-14).
Il Servo di Dio Giovanni Paolo II affermava:
Era necessario che l’eroico diventasse normale, quotidiano, e che il normale, quotidiano diventasse eroico .
La Chiesa ha stabilito che papà Luigi e mamma Zelia hanno fatto diventare l’eroico quotidiano e il quotidiano eroico e questo è possibile per ogni cristiano e qualunque sia il suo stato di vita.
Mi piace qui citare un passaggio della celebre Lettera a Diogneto quando si parla del matrimonio cristiano e che i coniugi Martin seppero prima desiderare e poi incarnare:
I cristiani non si distinguono dagli altri uomini né per territorio, né per lingua, né per vestito. (…) Si sposano come gli altri e hanno figli, ma non abbandonano i neonati. Vivono nella carne, ma non secondo la carne. Passano la loro vita sulla terra, ma sono cittadini del cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, ma con il loro tenore di vita superano le leggi.
È un modello concretamente possibile, è la strada che i discepoli di Gesù sono chiamati a percorrere anche oggi: annunciare la bellezza del matrimonio cristiano con esperienze autentiche, credibili, attraenti. Per attuare questo occorrono sposi e genitori maturi nell’amore, capaci di quella fedeltà per cui si sta insieme, non perché non ci si può separare, ma perché ci si vuole veramente bene.
Luigi e Zelia hanno abbracciato la forma di vita coniugale per seguire Cristo. Sposi, coniugi e genitori in Cristo dove il matrimonio è accolto come chiamata e missione donata da Dio.
Con la loro vita, hanno saputo portare a tutti la bella notizia dell’amore “in Cristo”: quello umile, che non si stanca di ricominciare ogni mattina, capace di fiducia, di sacrificio; l’amore di un uomo e di una donna che sanno ridirsi ogni giorno, fino all’ultimo giorno.
Questa comunione emerge chiarissima, anche solo dalle pochissime lettere che intercorsero fra i due sposi, quando per diversi motivi erano lontani. In una di queste Luigi chiude il suo breve scritto quasi con una sintesi dell’amore matrimoniale, firmandosi:
Tuo marito e vero amico, che ti ama per la vita.
A queste parole fanno eco quelle di Zelia:
Ti seguo in spirito tutta la giornata; mi dico: “In questo momento fa la tal cosa”. Non vedo il momento di esserti vicina, mio caro Luigi; ti amo con tutto il cuore e sento ancora raddoppiare il mio affetto per la privazione che provo della tua presenza; mi sarebbe impossibile vivere lontana da te.
Qual è il segreto di questa comunione? Forse, il fatto che, prima di guardarsi reciprocamente negli occhi, tenevano lo sguardo fisso in Colui che è fedele e Padre di ogni fedeltà. Vivevano sacramentalmente la comunione reciproca, attraverso la Comunione che ciascuno dei due coltivava con Dio.
Il matrimonio cristiano è un altro “Cantico dei Cantici”, una vera e propria vocazione capace di generare altre vocazioni.
La vocazione in famiglia
La vocazione è innanzitutto un’iniziativa divina. Ma un’educazione cristiana favorisce la risposta generosa alla chiamata di Dio:
È in seno alla famiglia che i genitori devono essere per i loro figli, con la parola e con l’esempio, i primi annunciatori della fede, e secondare la vocazione propria di ognuno, e quella sacra in modo speciale .
Così,
se i genitori non vivono i valori evangelici, il giovane e la ragazza potranno difficilmente sentire la chiamata, comprendere la necessità dei sacrifici da consentire o apprezzare la bellezza dello scopo da raggiungere. Infatti, è nella famiglia che i giovani fanno la prima esperienza dei valori evangelici, dell’amore che si dà a Dio ed agli altri. Bisogna anche che siano formati all’utilizzo responsabile della loro libertà, per essere pronti a vivere, secondo la loro vocazione, le più elevate realtà spirituali .
Tutti i figli dei Martin, sono stati accolti come un grande dono di Dio e poi ridonati tutti a Dio. La mamma, con il cuore straziato dal dolore, ha offerto i quattro figli morti in tenera età. Il papà, le cinque figlie, quando entreranno in monastero. Per i figli hanno sofferto non solo le doglie del parto fisico, ma anche le doglie di generare in loro la fede finché non sia formato Cristo in loro (Gal 4, 19). Sono stati veri ministri della vita e genitori santi che hanno generato santi; hanno guidato ed educato alla santità. La famiglia Martin, come la famiglia di Nazareth, è stata una scuola, un luogo di apprendistato e una palestra di virtù. Una famiglia che d’ora in avanti sarà riferimento sicuro per ogni altra famiglia.
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