ZELIA GUERIN
Zelia Guérin nacque a Gandelain, sobborgo di Saint-Denis-sur-Sarthon nellOrne il 23 dicembre 1831 da Isidoro
Guérin, un militare che a 39 anni decise di accasarsi sposando Luise-Jeanne Macè, di sedici anni più giovane
di lui.
Da questa unione nacquero anche Maria Luisa, futura monaca visitandina, nel 1829
e Isidoro, il farmacista di Lisieux, nel 1841.
Per i genitori di Zelia la vita era stata dura e il loro carattere ne risentiva:
erano rudi, autoritari ed esigenti. Dotati di fede salda, si respirava
però nella famiglia una certa atmosfera di rigorismo, di costrizione e di
scrupolo. Intelligente e comunicativa per natura (il suo talento
epistolare lo proverà), la piccola Zelia fu bloccata e il rimpianto per
un'infanzia non felice emerge in una lettera al fratello: «La mia
infanzia e la mia giovinezza sono state tristi come un sudario».
Nonostante
ciò, quando il padre, rimasto vedovo e malato, espresse il desiderio di
abitare presso di lei, nel 1866, lo accolse e lo curò con devozione fino
alla morte, avvenuta il 3 settembre 1868.
Fortunatamente troverà in Maria Luisa una vera sorella d'anima e quasi
una seconda madre.
Quando il padre andò in pensione, la famiglia si stabilì ad Alençon, in rue Saint-Blaise, il 10 settembre 1844.
Qui la signora Guérin aprì, nel 1848, un caffè e una sala
da biliardo. Ma il carattere intransigente della madre non favorì lo
sviluppo del locale e la famiglia faticava a tirare avanti con la pensione e i
lavori di falegnameria di papà Guérin. Nel giro di pochi anni la
situazione finanziaria del ménage diventò precaria e non
migliorò fino a quando il lavoro delle figlie contribuì a far
quadrare il bilancio familiare.
Questo influì anche sugli studi delle due sorelle. Dapprima solo Zelia fu
iscritta al pensionato delle suore dell'Adorazione perpetua, mentre Maria Luisa,
iniziata ai lavori di ricamo, restò con la madre per qualche tempo, per
sovvenire ai bisogni domestici. In seguito raggiunse la sorella e per due anni
frequentarono insieme questa scuola. Non restano documentazioni di sorta di
questo periodo, ma Zelia conservava un eccellente ricordo dei suoi successi
scolastici. Presso questa scuola Zelia aveva imparato i primi rudimenti
della fabbricazione del Point d'Alençon, un merletto tra i
più rinomati dellepoca. Per saperne di più e perfezionarsi si
iscrisse poi alla
Ecole dentellière.
Qualificatasi molto presto per dedicarsi alla confezione del prestigioso
merletto e avendo sostenuto senza risultati un colloquio con la superiora per
entrare a far parte delle Figlie della Carità di Vincenzo de Paoli, Zelia
nella preghiera chiese lumi per il suo futuro. L'8 dicembre 1851, dopo
una novena all'Immacolata Concezione, nel silenzio della sua camera, nella
profondità di se stessa udì queste parole: «Fa fare del
Point d'Alençon».
Sostenuta dalla fede Zelia iniziò, con l'aiuto della sorella, la sua
impresa e già a partire dal 1853 divenne nota come fabbricante del
Point dAlençon.
Nel 1858 la Maison Pigache per conto della quale Zelia lavorava, ricevette una
medaglia d'argento proprio per la fabbricazione di questo tipo di merletto e la
stessa Zelia ricevette una particolare menzione di lode.
Il 7 aprile dello stesso anno la sorella Maria Luisa, superate tutte le difficoltà, realizzò la
propria vocazione ed entrò alla Visitazione di Le Mans, sotto il nome di suor Maria
Dositea.
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