LUIGI
MARTIN
Luigi Joseph Aloys Stanilas Martin nacque a Bordeaux il 22-8-1823, figlio legittimo di
Pierre-François Martin, capitano dell'esercito francese e di Marie Anne Fanny Boureau,
grandi cristiani dalla fede viva. La sua prima formazione è legata alla vita militare di
suo padre: dai tre anni e mezzo fino ai sette anni fece parte, a Strasburgo, degli Enfants
de Troupe, beneficiò cioè di vantaggi e facilitazioni accordate ai figli di
militari.
In seguito, quando la famiglia si trasferì ad Alençon nel 1831, fece i suoi studi presso
i Fratelli delle Scuole cristiane della città.
Al termine
degli studi, nonostante gli esempi di un padre che era stato un ufficiale valoroso, Luigi
non si orientò verso lesercito ma verso il mestiere di orologiaio.
Per compiere il suo apprendistato si recò dapprima in Bretagna, a Rennes, presso il
cugino Luigi Bohard, dove soggiornò vari mesi tra il 1842 e il 1843.
In questo periodo la madre lo esorta caldamente, in una sua lettera: «Sii sempre
umile, mio caro figlio» ed egli esprime il suo istinto dartista nella scelta di Frammenti
letterari di cui riempì due grossi quaderni.
Lasciò Rennes nel settembre 1843 e si recò a Strasburgo, dove raggiunse un amico di suo
padre, Aimé Mathey, presso il quale continuò il suo apprendistato per circa due anni. Fu
durante questo soggiorno che mostrò il suo coraggio e sangue freddo, salvando il figlio
di Aimé che rischiava di affogare.
Nello stesso anno si recò nelle Alpi Svizzere, al Gran San Bernardo, forse per conoscere
la vita eccezionale dei religiosi che, nel cuore delle montagne, erano la Provvidenza dei
viaggiatori in difficoltà e in pericolo.
Due anni dopo, nel 1845, vi
ritornò con l'intenzione di entrare in questo Ordine, dove non fu ammesso perché non
conosceva il latino. Tentò di dedicarsi a questo studio ma, dopo alcuni tentativi,
rinunciò.
Quindi, per completare la sua formazione di orologiaio, si recò a Parigi, dove rimase per
tre anni ospite di parenti. Non è stato possibile sapere le esperienze di Luigi Martin in
questo periodo; una lettera di Zelia al fratello Isidoro testimonia le trappole e i
pericoli che dovette superare, con la fede, la pratica religiosa e la preghiera personale,
per non essere avvelenato dagli Odori di Parigi.
Quando tornò ad Alençon, iniziò le pratiche per aprire un'orologeria e, nel 1850,
acquistò una casa con l'aiuto della signora Beaudouin, presidentessa dell'Opera
dell'Adorazione del SS. Sacramento nella parrocchia Saint-Leonard. I genitori, rimasti
soli dopo la morte del figlio maggiore e delle figlie, andarono ad abitare con lui sin dal
9 novembre 1850 e questa coabitazione continuò anche dopo il matrimonio di Luigi con
Zelia.
Qui abitò per qualche anno anche dopo il matrimonio. Nel 1871 Luigi Martin vendette
l'immobile e l'attività ad Adolfo Leriche, suo nipote.
L'amore per il silenzio e per il ritiro lo portò ad acquistare, il 24 aprile 1857, una
piccola proprietà conosciuta sotto il nome di Pavillon, una torre esagonale a tre livelli
costruita in un giardino.
Qui Luigi installò una statua della Santa Vergine donatagli dalla signora Beaudouin;
trasferita pi Tardi ai Buissonnets questa statua fu poi conosciuta in tutto il mondo come
la Vergine del Sorriso.
Abile nel suo mestiere, aveva amici e
conoscenti con i quali amava pescare e giocare al biliardo ed era apprezzato per le sue
qualità poco comuni e per la sua distinzione naturale, che spiega perché gli fu
presentato un progetto di matrimonio con una giovane donna dell'alta società, a cui
peraltro egli non dette seguito.
|