Una giornata al Carmelo

È mattino presto, non è ancora l'alba. Il silenzio della notte avvolge ancora la terra, che sta per svegliarsi presto alle fatiche del giorno. Già s'illuminano qua e là le finestre. Suona lontano una campana?

È la campana del Carmelo. Ogni giorno alla stessa ora, da secoli forse chiama i frati - o le sorelle - alla prima delle azioni dell'uomo, la preghiera: Sia lodato Gesù Cristo e la Vergine sua Madre, all'orazione fratelli e a lodare il Signore.

Al Carmelo comincia così un giorno nuovo.

Che cosa mai fanno tutto il giorno?

A volte ci si fa un'idea strana della vita quotidiana dei Carmelitani e delle Carmelitane, oppure non si sa che dire. "Che cosa mai fanno tutto il giorno?".

E si rimane davvero sorpresi, quando si va in mezzo a loro, di trovarli/e persone in carne ed ossa, né migliori né peggiori degli altri, che mangiano, bevono, dormono, lavorano, soffrono e ridono e cantano, come tutti, come tutte. Persone che, come i loro vicini, fanno le pulizie della casa, coltivano l'orto, vanno dal dentista, leggono il giornale, pagano le tasse.

Come tutti, sì. E tuttavia, la differenza c'è! Perché, se all'apparenza, materialmente, tutto è uguale, in realtà tutto è ben diverso, nello spirito e nel cuore. Dal mattino alla sera, dalla sera al mattino Dio è là molto vicino, percepito nella pura fede, invisibile ma inseparabile. Compagno di cammino, Dio atteso, amato e servito; il cui incessante ricordo getta su tutte le cose una luce nuova. Dio!? "Abbiate occhi nuovi, e tutto cambia attorno a voi!".

Il Carmelo sprigiona un gran fascino, soprattutto per la sua ispirazione biblica, gli scritti e l'esempio dei suoi santi, per la sua elevata spiritualità, ma ha e deve avere una sua realtà incarnata oggi, dove le sue aspirazioni sono vissute nel terribile quotidiano, sul terreno della vita: è lì che si svolge il suo compito profetico e gioca le sue sfide col mondo contemporaneo.

Com'è vissuto allora questo quotidiano al Carmelo?

Occorre eliminare subito un pregiudizio: che ci sia una differenza radicale tra i Carmelitani e le Carmelitane. Queste sono claustrali, quelli no.

I Frati si possono incontrare per le strade, in Missione, nell'apostolato; le Sorelle rarissimamente o mai. È vero, ma calmati: nessuno se ne dispiace, hanno scelto così. La clausura voluta dalle Sorelle è una scelta responsabile, ripensata e riaffermata ancora per il mondo moderno, non un condizionamento della mentalità medievale. Ma questo non impedisce che da una parte e dall'altra, Sorelle e Fratelli, si ritrovino sulla stessa lunghezza d'onda.

L'essenziale è donato a tutti loro nel carisma delle origini, ed è questo che comanderà tutto il programma della loro esistenza. La Regola Primitiva del Carmelo è datata intorno al 1206. I primi Carmelitani si definivano: "Fratelli Eremiti di Santa Maria del Monte Carmelo". Tradotto in linguaggio moderno: "Eremiti che vivono in comunità nella casa della Vergine Maria".

Ecco tre punti essenziali sufficienti a determinare tutta una certa maniera di vivere il quotidiano. Ciò che Santa Teresa stessa ha chiamato: "nuestro modo de proceder". Vediamo:


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